In questi ultimi tempi gli e-book abbondano su internet. Se addirittura un megastore online come Amazon vende più libri in formato elettronico che in formato cartaceo (come riporta il britannico Guardian), significa che qualcosa si sta muovendo. Di certo un mare di denaro che si sposterà dai canali classici di distribuzione (la Feltrinelli, per intenderci) verso gli acquisti online. Certo, è pur vero che l’Europa è sempre restia ad accogliere le novità americane, tuttavia prima o poi questa “moda” contagerà anche il vecchio continente.

Sarà l’iPad di Apple ad accendere la miccia? Lo vedremo. Di certo, il prossimo decennio sarà ricordato come quello della seconda rivoluzione digitale, capace di spostare verso i supporti digitali lo strumento fino ad adesso più incolume al passaggio: il libro.

Già oggi è impossibile non imbattersi in siti che permettono di scaricare gratuitamente i grandi classici della letteratura non più coperti da diritto d’autore in una miriade di formati elettronici, alcuni pesanti poche centinaia di KByte.

Ecco allora che si impone la necessità di andare incontro alla novità, in modo da meglio intendere quale potrà essere il futuro dell’editoria digitale. Come? Lo vedremo alla prossima puntata.

Siamo tutti colpevoli, sempre. Senza che ce ne rendiamo conto.

Quando sfoggiamo irruenza e biascichiamo improperi («Levati dalle palle!») nello scansare il venditore ambulante di colore, reo di aver ostacolato la nostra disperata corsa ad ostacoli verso gli impegni quotidiani, nello stolto tentativo di spingerci ad acquistare un ombrello in una giornata di pioggia (manco ci stesse offrendo una dose di droga).

Quando diamo del «TU» al giovane pachistano che ci prepara il kebab e lo rimbecchiamo con un tono da maestrini al minimo accenno di errore nel riempirci il panino, dovuto non ad una sua disattenzione ma all’oggettiva difficoltà di comprendere i nostri gusti eccentrici e ricercati (sfoggiati con nonchalance di fronte ai colleghi, al fine di trarne poi un argomento di illuminata conversazione). Come se noi da bimbetti in fasce conoscessimo già la differenza tra insalata belga, rucola e indivia.

Quando alla posta l’impiegata dello “sportello amico” si rivolge con l’immancabile «TU» ad un immigrato che ha il doppio della sua età e parla benissimo italiano, lo tratta come un cretino spiegandogli per filo e per segno come fare una fotocopia e gli dice con tono severo e imperturbabile che non somiglia più tanto alla foto del passaporto e non sa se potrà accettare o meno la sua richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno.

Questo è accaduto a Bari, sotto i miei occhi, nelle ultime 24 ore. E’ tempo di riflessioni. E’ tempo di appoggiare lo sciopero degli immigrati del primo marzo.

Ieri ho visto per caso la seconda e ultima puntata della mini-serie TV “Lo scandalo della banca Romana” (link a Wikipedia) ed il mio giudizio è molto negativo.

Sorvolo sulla più o meno necessaria operazione di adattamento (leggi: falsificazione) del dato storico, purtroppo insita in ogni fiction. Non giudico nemmeno la recitazione e i costumi, questi sì assolutamente all’altezza di questo genere di prodotti televisivi. Continua a leggere »

Faith Fighter è un giochino gratuito in flash molto simpatico, da giocare via browser o sul computer. I creatori lo presentano (con una grossa dose di amara ironia) così: «un picchiaduro per questi tempi oscuri. Scegli il tuo credo e spacca il culo a chi non la pensa come te. Dai sfogo alla tua intolleranza! L’odio religioso non è mai stato così divertente». Consigliato a tutti gli atei incalliti.

Come tutti ben sanno, il diritto d’autore ha per fortuna una durata limitata nel tempo (oggi in Italia di 50 anni dalla morte dell’autore) e periodicamente molte opere diventano di pubblico dominio. Quando ciò accade, diventa possibile stampare e distribuire liberamente copie dell’opera stessa, senza dover versare nulla agli eredi dell’autore. Le varie legislazioni nazionali si sono regolate in modo difforme, soprattutto in passato, ragion per cui libri ancora coperti dal copyright in Italia potrebbero non esserlo in Australia o negli stati Uniti. Continua a leggere »

«Finalmente! Dico solo: finalmente. Guarda, siamo stati compattissimi, già ieri notte ne avevo riparlato coi più per sincerarmi ma era praticamente decisissimo, eravamo tutti serrati, pronti  e sicuri. Magari fosse sempre così, ecco. Poi non ti dico la gioia al momento della votazione, più o meno un’ora fa. Una rapida occhiata del Presidente è bastata a capire come stavano le cose: fino all’ultimo sottosegretario una fermezza in volto! Ha solo dovuto dire: “Mettiamo agli atti il voto all’unanimità” e lì è scoppiato l’applauso. Incredibile: un’emozione… mamma mia, che roba. Mai, mai vista tanta concordia. Poi avevamo  organizzato tutto alla perfezione all’esterno, con le finte moine di quelli altri, per far sembrare che c’era ‘na piccola divisione. Impeccabile è stata come messinscena, guarda!». Continua a leggere »

Fedeli: «Salvaci, o Costituzione della Repubblica italiana!¹»

Officiante: «Affinché la coscienza civile sappia ribellarsi all’invadenza del (santo, sacro, infinitamente buono e saggio, magnifico, celeste, tedesco pastore ed-ex-capo-dell’ex-inquisizione, benedetto di nome e di fatto, bavarese e teutonico mastino di santissima romanissima chiesa, cattolicissima apostolicissima unica-verissima-e-brevettata–diffidate-delle-imitazioni–ancora-di-salvezza-per-l’umanità-tutta-che-altrimenti-sarebbe-sola-derelitta-in-un-procelloso-oceano-di-miscredenza-empietà-paganesimo-ateismo-e-altre-pulsioni-autoditruttive, noi suoi infinitamente piccoli e miserrimi fedeli, prostrati e costernati e autoflagellati, devotissimi e ossequiosissimi sotto-minaccia-di-bruciare-in-eterna-espiazione-dei-nostri-mali, sin dal momento del nostro concepimento e sino a dopo il momento del trapasso alla verginissima maria, al figlioccio suo nostro salvatore-ma-non-di-nome-bensì-di-spirito-e-corpo-e-sangue-che-sulla-croce-ha-versato-per-noi-e-la-nostra-salvezza-nei-secoli-dei-secoli-dei-secoli-dei-secoli-fino-al-giono-dell’arrosto-finale-o-mamma-mia-mamma-mia-mamma-mia-let-me-go, al padre suo, al nonno suo, ai suoi avi della casa di david, al popolo-eletto-del-nuovo-testamento-che-ha-rimpiazzato-a-calcioni-quello-del-vecchio, sotto la guida dei santissimissimissimi pietro e paolo e dei meno issimissimi-ma-sempre-santi-e-santini giovanni e beppe e crisanzio e artimidoro e francesco e beatrice e vittorio e gianfranco e piersilvio e luigi e cirillo e metodio e pancrazio e patrizio e vinceslao e attanasio e procopio e artemidoro e priamo e ecuba e odisseo ed eneo e circe e nausica e provolone e parmigiano) pontefice e sappia guadagnarsi una meritata indipendenza di giudizio e la ritrovata separazione e liberazione da una morale stantia, oscurantista, saccente e dissoluta,  tirannica e totalizzante, preghiamo»

Fedeli: «Salvaci, o Costituzione della Repubblica italiana!¹»

Officiante: «Rendiamo grazie alla Costituzione della Repubblica italiana»

Fedeli: «È cosa buona è giusta»

Officiante: «La nostra cerimonia laica è terminata. Andate in pace, libere pecorelle»

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¹ Art. 7, primo comma: «Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani» e art. 8, primo comma: «Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge».

² Se qualcuno è interessato all’originale per qualsiasi ragione, mi contatti.

Jersera ho visto in DVD «L’ultimo inquisitore» (il titolo spagnolo è «Los fantasmas de Goya», da cui il titolo di questo articolo) e stamane mi sono preoccupato di informarmi al meglio sulla verosimiglianza storica di quanto raccontato da Milos Forman. In effetti, un’inquisizione tanto sanguinaria a fine settecento, seppure nella cattolicissima Spagna, mi sembrava poco credibile; del resto l’illuminismo in Francia era pur servito a qualcosa, no? Lascio a voi la visione del film ed i successivi approfondimenti. Piuttosto, vi fornisco il risultato delle mie ricerche, che partendo dall’inquisizione sono coronate in un’intervista delle Iene a Margherita Hack:

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Leggevo oggi su Repubblica alcuni passi tratti da Con due libri nella tasca. Vademecum per scrittori affamati e lettori esordienti, di Robert L. Stevenson, in uscita (si tratta di una riedizione, a dire il vero) il 14 marzo presso le Edizioni Spartaco.

«Il libro raccoglie quattro tra i numerosi saggi che il grande scrittore scozzese dedicò al tema della scrittura e della lettura: dai primi passi nel mondo della letteratura (Una rivista universitaria) ai suoi libri preferiti (I libri che mi hanno influenzato), dalle teorizzazioni su novel e romance (Una chiacchierata sul romanzesco) alla predilezione per il Visconte di Bragelonne di Dumas (Un romanzo di Dumas)» — Tratto da edizionispartaco.it

Stevenson¹ dichiara di aver passato tutta la sua fanciullezza e giovinezza nel tentare d’imparare al meglio l’arte della scrittura. Su un quadernino, annotava diligentemente le sue emozioni, abbozzava versi più o meno sgangherati e descriveva il paesaggio della sua Scozia. Cercava soprattutto d’imparare dai grandi scrittori che tanto ammirava e non si dava per vinto se gli amici o le riviste alle quali spediva i suoi lavori non lo apprezzavano, piuttosto s’intestardiva e continuava più caparbio  che mai ad applicarsi al meglio, studiando le tecniche altrui. Continua a leggere »

Storiella breve

senza titolo

(incompleta)

Questo racconto incompleto, dedicato alla mia città, risale allo scorso novembre. Mi sono deciso a pubblicarlo — anche se nel frattempo il mio stile  narrativo è cambiato moltissimo —, per la semplice ragione che allora vi passai un paio di allegre giornate e credo che per questo meriti ancora di essere portato a termine. Insomma, affinché mi decidessi a dedicargli un briciolo del mio tempo, andava pubblicato. Vedrete che pezzo-pezzo lo completerò. Non so bene come e quando, ma accadrà. Signore e signori, ecco a voi uno dei miei primi lavori. Buona lettura. Continua a leggere »