
La scorsa settimana, il mio insegnante di francese ci ha elencato le nove portate in cui si dovrebbe dividere un pasto in Francia, a cominciare dall’Apéritif, per concludere con il Café.
Ecco cosa ci dice in proposito la Wikipedia inglese (voce Apérifif):
An aperitif, apéritif (Fr.), or aperitivo (It.) is an alcoholic drink usually enjoyed as an appetizer before a large meal. It is often served with something small to eat, like olives or crackers. The word is derived from the Latin verb “aperire”, which means to open. [...] On broader terms, the apéritif applies to all types of food [...] which are served alongside drinks [...].An apéritif can also refer to a social occasion involving cocktails and a light meal without the necessity of a full meal afterwards.
Ho subito realizzato che da noi le portate sono di meno — generalmente cinque (antipasto, primo, secondo, frutta, dolce), forse sei o al massimo sette (includendo caffè e amaro) — e che l’aperitivo è generalmente inteso come qualcosa da consumare fuori dai pasti, per spiluccare qualcosa insieme ad un cocktail. E qui terminano le mie sterili riflessioni sull’argomento.
Adesso veniamo al dunque. Per scrivere una qualsiasi cosa bisogna avere idee, essere pieni di belle idee; ma non basta. Serve anche tanto tempo, molta passione e un sacco di voglia (questi ultimi non sono necessariamente termini sinonimici). Bisogna essere intelligenti, avere cultura e un pizzico di predisposizione (saper scrivere è anche un dono). Moltissimi riempiono pagine, con risultati più o meno buoni di pubblico e di soddisfazione personale. Ecco che arrivo io, con l’intento di non aggiungere ciarpame alle vostre ricerche su google. Non sarà facile.
In fondo, che cosa resta della scrittura? Per quale ragione si dovrebbe scrivere un blog? A che pro dovrei impiegare del tempo nel riportare al meglio le proprie riflessioni — che avranno comunque vita breve —, se queste sono destinate ad essere colte da pochissimi lettori? Risposta: questo tempo è prezioso; dedicarsi alla scrittura ha la stessa importanza che può avere impiegare tutte le nostre energie per affrontare un bellissimo discorso, attraverso il quale ci sentiamo vincenti, sicuri e affascinanti, e diamo agli altri una splendida immagine di noi stessi. Sì, ma è proprio necessario? No, non lo è. «Λάθε βιώσας» (Lathe biōsas), «Vivi nascosto»: è il motto che la tradizione vuole scolpito all’ingresso del celebre oracolo di Delfi. Ma il nichilismo non paga¹.
Mi sono stancato di scrivere in maniera chiara, di questo vi avviso. Se potete seguirmi è bene, altrimenti non leggetemi. In fondo, non ne vale la pena.
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¹ Ragion per cui, non diventerò mai come l’amico Fumatoscani.





