Dielegitticriptologia (L’Ultima Intercettazione)

«Finalmente! Dico solo: finalmente. Guarda, siamo stati compattissimi, già ieri notte ne avevo riparlato coi più per sincerarmi ma era praticamente decisissimo, eravamo tutti serrati, pronti  e sicuri. Magari fosse sempre così, ecco. Poi non ti dico la gioia al momento della votazione, più o meno un’ora fa. Una rapida occhiata del Presidente è bastata a capire come stavano le cose: fino all’ultimo sottosegretario una fermezza in volto! Ha solo dovuto dire: “Mettiamo agli atti il voto all’unanimità” e lì è scoppiato l’applauso. Incredibile: un’emozione… mamma mia, che roba. Mai, mai vista tanta concordia. Poi avevamo  organizzato tutto alla perfezione all’esterno, con le finte moine di quelli altri, per far sembrare che c’era ‘na piccola divisione. Impeccabile è stata come messinscena, guarda!».

«Eh, ti capisco. Volevo starci io là!».

«No, fammi parlare, aspetta un attimo che sono troppo gasato. È un miracolo, se ci pensi. Io mi sto esaltando, guarda potrei fare una pazzia non so Volevo chiamare tutti, amici vari. Cioè: già adesso è praticamente vigente, non so se dev’essere pubblicato mi pare, boh, sulla gazzetta ufficiale, non ci capisco niente, però addirittura già per giovedì, dopodomani mattina è fissata la discussione al senato e tra… diciamo un mese, va, sarà proprio legge legge definitiva».

«Sono troppo contento anch’io, guarda. Ancora non ci credo!».

«Oh, ma dico: ti rendi conto che non dovremo più temere che quegli imbecilli di magistrati rompicoglioni dalle manie persecutorie continuino nel tentativo peraltro già inutile e pericoloso di bastonarci. Sì che erano proprio dei bei masochisti. Io non li capisco: non gli bastano mai gli esempi nuovi, di questi anni. manco per idea. Come cazzo si fa a spiegargli che gli conviene starsi buoni al posto loro e combattere i criminali? È pazzesco!».

«Che ci lasciassero fare il nostro mestiere, dico da sempre. Loro niente, indagano e fanno casino. Per soprire cosa poi? No, è stato meglio intervenire subito, l’ordine è necessario, adesso bisogna far capire chi è che comanda veramente!»

«Abbiamo stravinto, no? Se non approfittiamo adesso del momento… e questo è solo il primo tassello. Li stendiamo tutti.»

«Sì, cumpà, guarda che non ce dobbiamo più preoccupà di niente proprio, che tanto è ancora per poco tutto ’sto casino dell’opposizione e di quello, Grillo Santoro. Madonna mia, se è vero quello che mi dicevi ieri finalmente ce li togliamo dalle palle seriamente».

«Sì che è vero, ci vuole solo pazienza».

«Oh. Vedrai che tra qualche annetto già cambieremo le regole, a questi li sostituiremo tutti piano piano con uomini fidati e avremo meno rotture di balle… Adesso dobbiamo predisporre tutto, il piano diciamo strategico, no? Però sai, il clima non è ancora del tutto giusto per i colpi di mano, secondo me per fare le cose più complicate ci tocca d’aspettà la prossima  vittoria che sarà schiacciante. Poi sì che inizieremo a levare un po’ di garanzie alla gente, del tipo… beh, intanto facciamo terra bruciata a quei rompicoglioni di Grillo e Travaglio, li sputtaniamo in qualche modo così perdono di credibilità, no? Eh, poi tra qualche anno iniziamo dalla scuola, allertiamo i pensatori vicini, alcuni hanno già pronti i nuovi libri di storia. Ho già tutto in mente, come un sogno: recuperiamo la verità sul nostro Duce, ribaltiamo la vergogna della nazione e vedrai come inizierà a cambiare musica!»

«Speriamo! Non ne posso veramente più di subire attacchi continui da questi quattro pagliacci. Insomma, che sperano di fare? Sono senza speranze, il loro è protagonismo misero e becero, ‘na cosa schifosa. Ma ancora non ci conviene farli fuori a chissi e due, qualcuno me lo dice sempre, però non mi sono mai lasciato prendere da questa tentazione, adesso darebbe troppo all’occhio».

«Nooo, che dici? Mica siamo come quella gente lì noi. Dobbiamo essere furbi: aspettiamo qualche mese e poi li incastriamo in qualche modo. Li trituriamo ben bene. Tu lascia fare a noialtri, fidati!»

[...]

[...]

[...]

«Ragazzi, spegnete tutto che non possiamo più intercettare!»

(mormorii)

«Giovà, devi sentire questo: stanno parlando delle nostre intercettazioni, stanno esultando di gioia perché non si potranno più fare, dicono che vogliono fare cazzate, eccetera».

«Che dici?». Poi a bassa voce: «Statte citto e vieni di là, il Maresciallo te vuole parlà urgentemente».

[...]

«Maresciallo, comandi!»

«Riposo! E si sieda, De Palo, prego».

«Grazie, Maresciallo».

«De Palo… lei ha svolto delle intercettazioni molto delicate. Tutte erano particolarmente delicate ma soprattutto le sue coinvolgevano anche due personaggi notissimi, tra cui un politico del governo che tutti conosciamo. Una persona integerrima, a dire il vero, che è stato intercettato perché il suo interlocutore era un altro politico che però non gode dell’immunità. Ma lei queste cose le sa già. Premesso che io non voglio sapere cosa si siano detti, assolutamente, volevo solo comunicarle che abbiamo ricevuto un avviso urgente, ci avvisano che i magistrati le avevano ordinate fuori dai casi di legge, cioè del nuovo decreto legge. In pratica, sono state disposte poco prima che si divulgasse il contenuto del nuovo decreto, quando già si sapeva che sarebbero diventate illegali. Dodici ore fa già si sapeva, cautela avrebbe voluto. E invece, un colpo di mano. Il problema è che questo decreto è retroattivo, quindi ci impone di sospenderle e distruggerle».

«Maresciallo, a proposito degli esiti ultimissimi delle intercettazioni, volevo…»

«Gli esiti di che? Le ho detto che non servono a nulla. Mentre parliamo già stanno distruggendo i nastri. Poi lei comunque non dovrebbe interessarsi degli esiti, questo lavoro non le compete. Lei è un tecnico. Sì, certo, ha autonomia nel cercare di capire cosa possa essere più interessante ai fini dell’indagine e segnalarlo nel rapporto, però parlare di esiti in generale non è affar suo. Oltretutto, in queste circostanze. No, lei deve tener presente la posizione particolare in cui si trova. Chiunque dovesse venire a farle domande, si stia zitto. Dica che non ha sentito niente di compromettente».

«Maresciallo, faranno un’inchiesta?»

«Forse. Potrebbe scapparci prima di tutto l’ispezione ministeriale. Oppure anche di peggio. De Luca, io stesso dovrò dar conto sul perché non ho allertato i superiori, perché ho permesso che tutto questo potesse aver corso per dodici ore, poco prima che venisse emesso il decreto con le nuove regole. Non sono stato prudente e pagherò. A parziale compensazione, tutto verrà, anzi è già stato cancellato. Il registro delle intercettazioni svolte però è lì, tutti sanno e sapranno che lei portava la cuffia più calda. Le faranno domande, è certo al mille per mille».

«Maresciallo, il suo sguardo vuole suggerirmi che potrei subire un trasferimento?»

«No, De Palo, che va a pensare? Non pensi ad un complotto, a punizioni. Per cosa, poi? È tutto semplice e trasparente, si tratta di una prassi obbligata, capisce? Io stesso subirò le conseguenze maggiori, si rende conto dei danni alla carriera? Diciamolo: ho fatto una cazzata a non allertare i superiori. Troppo ligio alle regole, al senso del dovere: la Procura comanda ed io eseguo. E tuttavia per lei, se venisse gente in borghese a farle domande, diciamo gente che si presenta come dei servizi, lei ricordi: non ha ascoltato nulla di nulla».

«Maresciallo, io purtroppo ho ascol…».

«De Palo! Lei tuttora non si rende conto in che guaio si trova. Io sto cercando di salvarla e non mi ringrazia? Se si azzarda ad aprire la bocca, potrebbero esserci delle conseguenze»  – sbuffa – «Lei non ha mai svolto queste intercettazioni, ha capito? Se le dicono “ha sentito parlare di una cosa così eccetera eccetera?”, lei dica di no, che s’è spesso allontanato perché siamo in carenza di organico e doveva seguire più conversazioni insieme, dica che i nastri registrati sono stati subito distrutti e nessuno se li è ascoltati».

«Eseguirò, Maresciallo!»

«Bravo. Ah, De Palo, si ricordi: occhi alti, non abbia paura. Dica le cose come le ho detto e stia zitto. È gente esperta nel riconoscere a distanza chi mente. Lei dica così. Se capiranno che ha intenzione di farsi i fatti propri, la lasceranno comunque stare. Eh? Ci siamo?».

«Inteso, Maresciallo!»

«Può andare. Anzi, un’ultima cosa. Non sarà mai al sicuro, non si azzardi a riferire dettagli su tutta questa conversazione o su quello che eventualmente ha ascoltato a nessuno, sono stato chiaro? Non è un ordine mio, è una cautela per la sua carriera. Lo sa, no, che lei sarà osservato, pedinato, seguito? Se fa il buono, tra qualche annetto si ricorderanno della fedeltà e la compenseranno, farà strada. Non le dico altrimenti perché lo immagina e le o fatto già troppa paura. Su, andiamo: non si lasci turbare, tra due giorni si sarà dimenticato di tutto, proprio di tutto. Basterà tenere la bocca chiusa. Vada adesso, torni a casa che è orario».

«Grazie, Maresciallo. Buona giornata, Maresciallo».

[...]

[...]

[...]

«Pronto Donà? Tutto a posto».

[...]

«Sì, quello là aveva sicuramente sentito qualcosa».

[...]

«Eh, lo so. Sì, fate intervenire i ragazzi».

[...]

«Domani?»

[...]

«Dove? No, quella zona non va bene. Abita davvero lì? Sarà ricco di famiglia, comunque non va bene, no».

[...]

«Come possiamo fare? Non ho idea, fammi pensare. Uhm… Ah: ve lo mando io, dico che hanno chiamato degli ispettori del ministero e per questioni di anonimato non… poi vi presentate voi, lo spaventate…»

[...]

«Non so. Sì, fatemi sapere. Semper fidelis!».

4 Risposte a “Dielegitticriptologia (L’Ultima Intercettazione)”

  1. Nicko Dice:

    Tutto questo sarà realta…tra qualche settimana…………………………..

  2. mariella Dice:

    cio carissimo grazie di esser passato dal mio blog…come stai?

  3. lillipuziano Dice:

    Bene, un po’ in affanno per lo studio ma ci sono quasi. Pronto per sorridere. :-)

  4. mariella Dice:

    benissimo…allora sorridiiiii :) ))))))))))

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