Odio le autocelebrazioni. Ma leggete pure queste informazioni che ho scritto alcuni mesi fa (occhio, non contengono la verità):
Lillipuziano (nome di battaglia) nasce a Bari nel 1984. Ama dare di se’ una definizione sempre nuova, in grado di disorientare l’interlocutore; una delle più diffuse — che peraltro non stupisce e anzi conforta chiunque ne conosca bene il carattere —, è la seguente: «sono un personaggio noto per il mio pubblico», senza peraltro essere in grado di spiegare con chiarezza che cosa voglia intendere per “proprio pubblico”. Una cosa è certa: secondo il soggetto in questione, di pubblico è possibile dare molte definizioni quanti ne sono i potenziali appartenenti; non solo, di pubblico si dovrebbe parlare sia guardando dal lato degli spettatori, sia da quello degli attori in scena, e finanche da ambedue le visuali, congiuntamente. Questo solo per spiegare il grado di «complessità necessaria» (altra sua auto-definizione) che lo caratterizza, tale che farebbe riempire pagine e pagine di biografie attraverso più o meno fecondi (ma certamente suggestivi) passaggi ed impervie e dissennate arrampicate nei misteri dell’animo umano.