Jersera ho visto in DVD «L’ultimo inquisitore» (il titolo spagnolo è «Los fantasmas de Goya», da cui il titolo di questo articolo) e stamane mi sono preoccupato di informarmi al meglio sulla verosimiglianza storica di quanto raccontato da Milos Forman. In effetti, un’inquisizione tanto sanguinaria a fine settecento, seppure nella cattolicissima Spagna, mi sembrava poco credibile; del resto l’illuminismo in Francia era pur servito a qualcosa, no? Lascio a voi la visione del film ed i successivi approfondimenti. Piuttosto, vi fornisco il risultato delle mie ricerche, che partendo dall’inquisizione sono coronate in un’intervista delle Iene a Margherita Hack:
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BENVENUTO
Cosa resta della scrittura? Per quale ragione scrivere un blog? A che pro impiegare del tempo nel riportare al meglio le proprie riflessioni — che avranno comunque vita breve —, se queste sono destinate ad essere colte da pochissimi lettori?
«Λάθε βιώσας» (Lathe biōsas), «Vivi nascosto»: è il motto che la tradizione vuole scolpito all’ingresso del celebre oracolo di Delfi. Ma il nichilismo non paga.
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Mi sono stancato di scrivere in maniera chiara, di questo vi avviso.
Se potete seguirmi è bene, altrimenti non leggetemi.
In fondo, non ne vale la pena.
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